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HEAD-UP - I GIOCATORI , parte seconda
I giocatori aggressivi
Potreste chiedervi : “ma negli heads-up, non sono tutti aggressivi?”. Bhè, la risposta è si e no. È sicuramente vero che molti alzano il livello di aggressività negli scontri 1 contro 1, ma io mi riferisco a quel tipo di giocatore con livelli di aggressività molto più alti del normale livello che si trova negli heads-up.
Facciamo un esempio: il vostro avversario floppa la terza coppia e punta. Voi avete top pair e rilanciate subito. Un giocatore passivo probabilmente farebbe fold in questa situazione. Qualcun altro potrebbe fare call sperando di migliorare il proprio punto o che stiate bluffando. Un giocatore aggressivo, invece, vi contro-rilancerà pesantemente sapendo che voi non avreste rilanciato con una mano “monster” e che passerete, in questo turno o in quello successivo, anche la vostra bella top-pair se la puntata sarà abbastanza alta. Questa è l’aggressività che intendo io. E può essere molto efficace. Ma se inquadrate subito chi avete di fronte allora potete difendervi e contrattaccare.
Innanzitutto ricordatevi che il vostro avversario vuole collezionare tanti piccolo piatti e, per stargli dietro, dovete rischiare un bel numero di chips. Egli sa molto bene che non volete farlo e, quindi, può rosicarvi lo stack fino alla vittoria finale. Sappiate che dovete rischiarle le chips, ma solo al momento opportuno: quando avete un buon punto in mano.
Personalmente, contro questo tipo di giocatore, mi piace vedere molti flop, quindi chiamo spesso anche con mani marginali. Successivamente, se al flop non chiudo niente abbandono tranquillamente il campo. Se invece prendo qualcosa, valuto quanto forte sia la mia mano a quel punto. Da doppia coppia in su e con un board non troppo preoccupante, mi piace fare slowplaying. Questa è una mossa molto efficace contro i giocatori aggressivi, perché ti permette di guadagnare molte chips in un colpo solo, a meno che l’altro non sia tanto intelligente da pensare “Sembra debole, ma tre mani fa mi sembrava lo stesso e invece aveva un tris al flop.”
Se al flop ho top-pair mi piance puntare o rilanciare, sperando che l’altro mi contro-rilanci. Con la seconda o terza coppia, posso decidere di fare lo stesso, ma quando l’altro mi controrilancia devo stare un attimo più attento. Dovete variare molto il vostro gioco, così che l’altro non possa stabilire con un buon margine di approssimazione quando avete il punto e quando no. La chiava, comunque, sta nello stanare l’avversario quando è su un bluff o quando ha una mano marginale e voi avete qualcosa di buono. Fate che la loro aggressività gli si ritorca contro.
I giocatori passivi
Molti giocatori deboli in questa disciplina tendono a essere passivi e intendo , come per la categoria prima, più passivi rispetto al livello medio dei giocatori di heads-up. Ma non significa che se uno è passivo allora non si rende conto di quello che sta facendo. Un esempio concreto è Phil Hellmuth. Durante l’Heads-Up Championship, il più delle volte, si comportava da classico giocatore passivo, evitando trappole e andando semplicemente a vedere piuttosto che rilanciare quando aveva un buon punto. Alla fine del torneo, indovinate chi è stato il vincitore? Quindi non ritengo che sia facile vincere con questo tipo di giocatori.
La chiave per batterli sta nel prendere molti piccolo piatti con puntate e rilanci. Data la natura progressiva del no-limit hold’em (puntate e rilanci devono essere via via più grandi ad ogni turno di puntata, per mantenere la loro efficacia), rischiate poche chips bluffando al flop piuttosto che aspettare il river per farlo. I giocatori passivi non rischiano molte chips su mani marginali quindi vi lasceranno prendere molti piccoli piatti se mostrate un po’ di forza. Dategli una ragione per foldare e loro lo faranno, ma fino ad un certo punto.
La loro tattica preferita è lo slow-playing. Se vi sembrano deboli in una certa mano, puntate e dategli la possibilità di fare fold. Ma se vi sembrano deboli e vengono comunque a vedere allora potrebbe essere una trappola. Quando, soprattutto dopo il flop, vengono a vedere la vostra puntata allora fate molta attenzione. Sicuramente hanno qualcosa. Forse solo un draw, ma qualcosa c’è. Nel turno successivo di puntata dovete decidere se continuare a spingere oppure abbandonare il piatto. Se uno mi viene a vedere una puntata pot-size o un rilancio, faccio quasi sempre check al turn e fold se mi punta contro. Posso andare a vedere il river se ho la sensazione che abbia mancato il suo draw ma non rischio più di un certo numero di chips se non credo di poterlo battere.
I neofiti
Ogni tanto mi trovo di fronte persone con poca esperienza. Me ne accorgo subito perché in genere non rilanciano mai pre-flop.
I nuovi giocatori sono in genere passivi, quindi vi conviene subito iniziare a prendere piccolo piatti. Un altro vantaggio è che non hanno quella creatività tipica dei giocatori più scafati. Gettano via mani forti con grossi rilanci pre-flop, facendo check con le mani marginali e foldando le mani inutili. Quindi, se non rilanciano pre-flop potete ipotizzare che non abbiano un asso o una coppia, o anche una mano come K-Q. Se, invece, rilanciano, potete stare tranquilli con un flop tipo 5-6-3 o 2-2-4 a meno che non puntino con una coppia più alta. Ovviamente nessuna di queste regole dà sicurezza al 100% ma potete identificare più facilmente i loro pattern piuttosto che se vi trovaste contro un pro.
Un’altra cosa che riguarda questi giocatori è che non sanno spingere con le mani forti. Con top-pair e top-kicker, potrebbero fare semplicemtne check e call fino al river. Questo non è slow-playing, è solo che non hanno troppa fiducia nelle loro carte, anche con una monster-hand, e quindi evitano di rilanciare.
Ecco un esempio: l’altra sera ero contro un giocarore molto solido ma non molto creativo. Uno che non tentata mai un bluff. Ricevo A-Q e rilancio subito. L’altro viene a vedere. Tra me e me penso: “punto al flop qualsiasi cosa esca”. Il flop viene giù con A-K-6 con due cuori. Non volevo fare slow-play e quindi punto il piatto. Con qualche riluttanza l’altro viene a vedere. Al turn una scartina, così punto di nuovo il piatto. L’altro ci pensa un attimo e viene a vedere puntanto circa la metà delle chips che aveva davanti. Altra scartina al river e vado all-in. Solita pausa e solito call. Mi gira A-K. Pensavo di avere la mano migliore perchè non avevo subito rilanci e invece ho perso. Non credo che l’altro sia stato più astuto, credo invece che fosse un nuovo giocatore che non aveva idea della forza della sua mano.
Gli specialisti degli All-in
In fine, c’è un nuovo tipo di giocatore che incontro sempre più spesso sulla mia strada: gli specialisti degli all-in. Vincono chips andando all-in di continuo, scommenttendo sul fatto con non avete una mano abbastanza forte da fare call. Spingono con le mani migliori e con quelle peggiori, senza permettervi di capire con cosa stanno giocando.
Pre-flop, vanno generalmente all-in con le mani rilanciabili come J-10 e K-9. Quindi, non avete necessariamente bisogno di A-A per andare a vedere, ma comunque dovete avere qualcosa. Personalmente prendo la mia decisione a seconda delle chips che ho davanti. Se ho 10 volte le chips dell’altro allora aspetto e aspetto fino a quando ho una grossia coppia pre-flop oppure pesco qualcosa di molto buono al board. Se ho meno chips dell’altro, o sono sostanzialmente in pareggio, aspetto un buon asso o una coppia media per fare call. Se non sono messo troppo bene vado dentro con ogni asso e ogni coppia. Se sono alla disperazione allora va bene qualsiasi figura.
Una delle cose più simpatiche che fanno questi specialisti è andare all-in non quando fate check ma quando rilanciate, ipotizzando che se aveste avuto una monster hand avreste fatto check-call, allora se avete rilanciao o state bluffando o avete una mano buona ma vulnerabile. Inoltre, il vostro rilancio mette più chips nel piatto rispetto ad un check. Quindi, prima di fare un raise pensate “Se va all-in che faccio?” e in base alla risposta regolatevi sul rilancio.
Contro questi giocatori, per esempio, non rilancio mai con un draw perché è come se l’invitassi ad andare over the top e quindi sarebbe poi troppo dispendioso fare call. Invece, cerco di prendere carte gratis in attesa di centrare qualcosa di forte per poi puntare sperando che l’altro vada all-in.
Contro questi avversari basta una o due chiamate con la mano migliore per portargli via tutte le chips, quindi aspettate il vostro momento.
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