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TAVOLI SHORT HAND - parte prima
(di Luca Pagano)
Il mondo del poker online e' cambiato radicalmente da quando io ho cominciato a giocare. C'erano si e no 200 giocatori connessi allo stesso tempo, il tavolo piu' alto era il 15/30 Limit e i tavoli shorthanded non esistevano.
Quando ripenso a cio' e parlo magari a qualche altro giovane giocatore, mi sento come fossi un dinosauro. E ho 27 anni... ma e' anche questo il bello del poker, non c'e' differenza tra giovani e meno giovani, esperti e meno esperti: tutti hanno la loro occasione di gloria.
Molti di questi nuovi giocatori mi hanno superato abbondantemente in termini di soldi vinti online; pero' l'esperienza che ho fatto io agli albori del poker online mi ha insegnato moltissimo, sia in termini di disciplina (e bankroll) sia in termini di capacita' di aggiustare il proprio gioco alla diverse situazioni che online si possono creare... o che noi possiamo cercare.
Succedeva 5, forse 6 anni fa. In quel periodo giocavo il 10/20 limit hold'em, full table. Un giorno accadde una cosa che e' abbastanza frequente nelle cardroom (brick and mortar): un paio di giocatori escono dal tavolo prima di pagare il blind, altri 4 di conseguenza vanno in sit out, e io mi ritrovo a pagare il big blind con "Erik123" che rilancia in prima posizione, "Angelina" che fa 3 bets nel cutoff e "Piesang" che fa cap sul bottone. Io sul Big Blind passo molto mestamente la mia coppia di 5. Cosa che forse non avrei dovuto fare considerato che 2 di quei giocatori sono andati al cap, al flop e al turn, per poi dividersi il piatto entrambi con A high (AK precisamente). Io, convinto che ci fosse qualcosa di strano, mi metto immediatamente in sit out e scrivo al supporto chiedendo chiarimenti su eventuali collusion.
Nel frattempo continuo a guardare e mi rendo conto che non si trattava di collusion, ma di semplice follia. Continuo ancora a guardare e realizzo che non si tratta ne' di collusion ne' di follia, ma quei 3 giocatori stanno semplicemente giocando un altro gioco, che per me era assolutamente nuovo e sconosciuto: il poker shorthanded!
Si, tutti voi ora sapete cos'e', lo capite e sapete anche giocare, ma per me avvicinarmi al gioco shorthanded a quel tempo e' stato come trovare la chiave di volta. Non c'erano tavoli shorthanded e comunque nessuno li sapeva giocare. Quindi cosa facevo? Quello che faccio ancora oggi, insieme a molti altri: entro solo in tavoli vuoti per 9/10 giocatori, mi siedo, e aspetto che qualcuno in cerca di un full game prenda posto... e a quel punto comincia la raffica di raise e re-raise, tutto come allora, solo che al mio posto ora ci sono altri! Poi quando il tavolo si riempe, mi alzo e vado in cerca di un altro.
Se volete provare anche voi dovete tenere bene a mente che uno degli aspetti piu' importanti per riuscire in questo hit&run e' la capacita' e la velocita' di adattamento al numero di giocatori. Questo e' uno dei motivi principali per cui le partite shorthand piu' profique sono quelle che nascono da tavoli full ring in via di rottura. Infatti molti non sanno giocare la shorthand, e altri invece che potrebbero riuscirci, non fanno in tempo ad adeguarsi continuando a giocare per alcuni giri ancora troppo tight e poco aggressivi.
E' impossibile poter insegnare l'approccio shorthand in un solo articolo, ed e' per questo che ne riparleremo molto presto. Ma per ora, anche se tutti voi di sicuro gia?giocate situazioni shorthand, e? bene analizzare i concetti fondamentali di questo particolare stile di gioco.
La shorthand e' molto piu' un'arte che una scienza. Le pot odds, che hanno sempre la loro importanza, nel tavolo shorthand perdono molto valore, trattandosi di una partita con importanti risvolti psicologici.
Sicuramente risulta pi' divertente giocare shorthand rispetto al tavolo full ring, pero' attenzione: per poter affrontare una di queste partite dovete essere ben disposti a giocare in modo molto piu' aggressivo e, di conseguenza, capaci a livello emozionale di tollerare fluttuazioni di vincite e perdite molto piu' grandi. Inoltre dovrete essere in grado di giocare spesso testa a testa al flop e di saper leggere il vostro avversario molto velocemente.
E' in un certo senso un gioco piu' difficile, ma, proprio per questo, la vostra abilita' vi rendera' vincitori in un tempo molto piu' breve che in altri giochi.
Iniziamo a fare delle distinzioni. Un tavolo con 6 giocatori non e' vera situazione shorthand, ma si puo' chiamare semi-shorthand. Il modo di giocare cambia moltissimo in base al numero di giocatori, da 6 a 3. (La partita head's up, invece, e' in sostanza un altro gioco ancora).
Con 5 o 6 giocatori, il giocatore primo a parlare (under the gun) dovra' giocare tight, quasi come nei tavoli full, perche' un raise dalle ultime posizioni e' quasi sempre sicuro. Inoltre, sempre in posizione under the gun, mani tipo suited connectors o coppie piccole posso essere molto costose e non avere le necessarie odds e implied odds per essere giocate dal momento che i piatti con piu' di 2 giocatori sono comunque rari. I giocatori sul bottone possono e devono essere aggressivi perche' la loro posizione, in una partita shorthand, ha molto piu' valore.
Con 4 giocatori la posizione under the gun diventa anche quella prima del bottone (cutoff) e la sua strategia deve cambiare radicalmente rispetto ad una shorthand con 5-6 giocatori, diventando molto piu' loose aggressive. Il giocatore sul bottone dovra' cercare quasi sempre di eliminare i blinds e andare il piu' possibile testa a testa al flop anche se in possesso di una mano inferiore, senza pero' diventare troppo ripetitivo e prevedibile. Lo stesso dovra? fare lo Small Blind se ha una buona mano: se c'e' un raise dal bottone, mettere sul piatto 3 bets e' molto importante per mandare via il big blind e cercare il testa a testa con il bottone; attenzione pero' che qui la selezione delle mani e' molto importante dato che lo small blind non potra' mai avere il vantaggio della posizione su alcun giocatore. Il big blind, di fronte a un raise e un reraise dovra' avere veramente una buona mano per entrare in gioco perche' sicuramente almeno uno degli altri due avversari avra' rilanciato con una mano regolare.
Con 3 giocatori abbiamo una situazione ancora piu' estrema: la posizione sul bottone infatti e' l'unica a non dover pagare un blind, ed e' prima a parlare preflop e ultima a parlare al flop. In altre parole, il giocatore sul bottone ha un enorme vantaggio ed e' giustificabile un rilancio con moltissime mani. Allo stesso tempo e' giustificabile anche un difesa tenace da parte dei blinds.. Il punto cruciale del gioco si sviluppa al flop, ma soprattutto al turn, dove in base alla reciproca posizione e aggressivita' si decidera' come trarre maggior vantaggio l'uno dall'altro. Per esempio, quando si ha di fronte giocatori che sono ultra aggressivi, e' sempre meglio aspettare la turn card per rivelare il vero valore della vostra mano, con un raise.
A volte queste partite sono talmente veloci e violente che assomigliano piu' ad un videogioco che ad una partita di poker: non fatevi prendere dal panico e dalla rabbia se le cose non vanno bene, ci sono moltissimi aspetti della partita shorthand che discuteremo nei prossimi articoli, come ad esempio quali sono i principali errori che si commettono e come trarne un vantaggio
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