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TAVOLI SHORT HAND - parte seconda
(di Luca Pagano)
Nell'articolo precedente abbiamo introdotto la shorthand: cos'è e le principali differenze che si riscontrano rispetto ad un full ring table, soprattutto in base al numero di giocatori.
Ho ricevuto diverse email di ringraziamento.. alcuni di voi sono riusciti già a migliorare i propri risultati solo da un articolo introduttivo! Ottimo, potrebbe essere il tipo di partita che fa per voi.
Credo che comunque valga quindi la pena entrare un pò più nel dettaglio della shorthand.
Cominciamo con il ricordare che nella shorthand, il fattore psicologico ha un effetto molto più determinante rispetto alle partite di altro tipo. La prima cosa da fare è cercare di capire subito i vostri avversari. Certo, questo è un consiglio banale che è sempre valido nel poker, ma qui è davvero fondamentale. Se riusciamo a classificare bene i nostri avversari, sappiamo anche che tipo di gioco dobbiamo adottare.
Guardare con quanti dollari i nostri avversari stanno giocando può essere un ottimo indicatore: se un giocatore entra, per esempio, con il minimo consentito.. "probabilmente" sta ad indicare un giocatore che avrà un approccio abbastanza conservativo e prudente alla partita. Questo giocatore sarà la nostra vittima designata, e con lui avremo un atteggiamente particolarmente aggressivo. Un giocatore che entra con un buy-in relativamente basso, ma con un cifra non tonda (per esempio, buy-in minimo 100$, entra con 124$) potrebbe indicare che sta giocando con il suo bankroll totale. Questo fatto può significare due cose molto diverse tra loro: sarà ancora più conservativo, perchè intravede la fine, e allora noi saremo più che aggressivi con lui; oppure ha perso il resto ad altri tavoli, è in tilt, e sta cercando di recuperare tutto e subito; di conseguenza sarà iper aggressivo, e lo attenderemo con una mano legittima. Per capire i due diversi stati d'animo, basterà aspettare 2-3 mani e vedere il suo indice di aggressività! Chi invece entra con buy-in alti, può indicare effettivamente un giocatore dotato di una certa agressività e sarà ovviamente importante vedere come gioca le prime mani: potrebbe essere un giocatore da evitare!
è determinante impostare da subito la partita in modo corretto. Sedersi in una shorthand e sbagliare le prime mani, vuol dire spesso dimostrare debolezza e incertezza ai nostri avversari, che in questo modo aumenteranno notevolmente la loro aggressività nei nostri confronti. E non vogliamo che ciò accada, indipendentemente dalla nostra vera qualità di gioco. Dobbiamo essere noi a condurre la partita da subito, a decidere come, quando e quanta pressione mettere ai nostri avversari. Solo in questo modo riusciremo a vincere mani quando siamo in bluff o semibluff e a risparmiare bets quando abbiamo la mano perdente. Se il full ring è in un certo senso anche un gioco d'attesa, nella shorthand la passività e l'attesa sono le principali cause di sconfitta. Se per qualsiasi motivo (possono anche essere 2-3 mani sfortunate consecutive) non siamo in grado di entrare subito in partita, è bene alzarsi e cercare un altro tavolo.
La selezione del tavolo (e dei giocatori) è un altro fattore determinante per essere vincenti nella shorthand online. Ma come facciamo a identificare velocemente il tavolo che fa per noi? Come detto prima, vogliamo avere avversari passivi al tavolo, o comunque non particolarmente aggressivi. Questo lo si può intuire dalla grandezza media dei piatti. Alcuni siti offrono questa informazione nella lista dei tavoli. Noi sceglieremo sempre i tavoli con la grandezza media dei piatti più bassa. Da notare che questo principio è esattamente l'opposto della ricerca di un tavolo full ring.. appunto perchè anche il nostro approccio sarà quasi completamente diverso: in un tavolo full, con media piatti molto alta, sarà indice di una partita con molti giocatori loose e aggressivi: in queste partite aspetteremo mani legittime per vincere grandi piatti; in un tavolo short, con media piatti bassa, giocheremo noi loose e aggressivi, cercando di rubare quando abbiamo la mano inferiore e di farsi pagare fino al river quando invece abbiamo la mano vincente.
I principali errori che NOI dobbiamo evitare assolutamente e che invece vogliamo veder commettere dai nostri avversari:
- essere troppo passivi: la possibilità di fare CALL la dobbiamo quasi dimenticare; la maggior parte delle situazioni sono RAISE o FOLD: solo in questo modo si conduce una partita shorthand e si mette in difficoltà il tavolo; ovviamente se abbiamo un avversario che è super-iper-mega aggressivo, allora sì, lasciamolo impiccarsi con la sua stessa aggressività aspettandolo; ma in linea di massima questi sono avversari e tavoli che vogliamo evitare.
- essere troppo prevedibili: se è giusto essere molto aggressivi, rilanciando preflop e continuare puntando al flop, è anche bene, in alcune mani, cambiare leggermente il ritmo del proprio gioco, ad esempio con alcuni check (e poi raise/call/fold?) al flop o al turn, altrimenti i nostri avversari si adegueranno al nostro gioco e riusciranno ad avere un vantaggio su di noi
- fare CALL sullo small blind, quando abbiamo un unico raise prima: quando tutti fanno fold e il bottone rilancia, non dovremo quasi mai fare call; è una tipica situazione da re-raise o fold, indipendentemente dalla bontà della nostra mano: innanzitutto per mandare via il big blind ed andare head's up; successivamente, se il bottone stava rubando in questo modo dimostriamo una certa forza e, se anche il flop non è a nostro favore, abbiamo grosse probabilità di vincere il piatto al flop o al turn per abbandono; se invece il raise dal bottone era legittimo, nelle mani in cui effettivamente siamo stati fortunati a prendere qualcosa sul flop, verremo pagati fino alla fine concretizzando "implied odds" e provocando un certo effetto tilt sul nostro avversario, il che significa che facilmente commetterà errori nelle mani successive
- interpretare i draw come se fossimo su un tavolo full: se da un lato è vero che il draw ha un valore inferiore rispetto al full table, in termini di pot odds immediate, dall'altro c'è da dire che utilizzando correttamente l'arma del semi-bluff (per esempio, con un check/raise al flop o al turn con flush o straight draw) si aprono interessanti scenari nella shorthand: spesso per vincere la mano non ci serve necessariamente chiudere il nostro draw, a volte basta accoppiare una delle nostre due carte, oppure nel caso in cui il board non ci abbia aiutato, river compreso, abbiamo sempre la possibilità di provare a portare via il piatto continuando a puntare. Ma attenzione a farlo sempre, potremo cadere nell'errore di essere troppo prevedibili.
Non è un gioco affascinante?
Credo proprio di si, ma più importante di tutto, può anche essere molto molto proficuo.
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